logo
noia

La giornata mondiale del “mi secca”

Ore 7,30: mi alzo presto così faccio un sacco di cose. Però ancora cinque minuti (in loop, da due ore).

Ore 9: potrei andare a fare una passeggiata, pranzare in centro, in quel posto che mi piace tanto… però devo vestirmi, no. O posso andarci anche in camicia da notte? Ci vado? Sì. No. Più tardi vediamo, ancora è presto.

Ore 9,20: ora metto in ordine i cassetti, sì ma non proprio ora ora… ora per dire.

Ore 9,55: guardo un film. Ma non accendo nemmeno il televisore.

Ore 10,10: vado in libreria! Che fra quelli che ho a casa non letti non riesco a finirne manco uno… però devo prendere la moto, il casco, guidare fin là… ma perché?

Ore 10,35: ci sarebbe la spesa da fare, ma proprio oggi?

Ore 10,50: certo, il mare a settembre è bellissimo. Ma anche il divano.

Ore 11,05: dovrei andare a risolvere quel problema col telefono, ma proprio di sabato mattina?

Ore 11,20: La biancheria da stirare continua a guardarmi. E io la ignoro, con sprezzo del pericolo.

Ore 11,25: cucino qualcosa, dai. Ma non ho fatto la spesa, si torna al punto di sopra.

Ore 11,45: le bollette da mettere a posto, nella loro cartellina, si accumulano da mesi. E giusto oggi devo mettercele?

Mi secca stare a casa ma mi secca anche uscire, mi secca non fare nulla ma mi secca fare tutto, mi secca stare sola ma mi secca anche solo l’idea di interagire con altri esseri umani.  Non è un semplice sabato mattina, oggi deve essere la giornata mondiale del “mi secca”.


Lascia un commento